Il post di oggi non vuole offrirvi consigli “classici”, di
metodologia di studio, di memorizzazione, o di qualsivoglia approccio alla
lingua straniera; va però a scavare in una nicchia del nostro comportamento,
che spesso ci attorciglia la lingua e ci secca la gola – metaforicamente parlando,
ovvio: la vergogna. Ora, è
perfettamente normale sentirsi “lo scemo del villaggio” quando si parla da
stranieri una nuova lingua, soprattutto in un contesto in cui tutti gli altri
sono madrelingua – al lavoro, a casa dei vicini, al parco con i bambini… La
cosa che si dovrebbe evitare, però, è lasciare che questa vergogna ci impedisca
di tirare fuori le nostre rudimentali capacità comunicative, limitando la
nostra partecipazione a cenni della testa e sorrisi di circostanza, che oltre a
farci rischiare una paresi facciale non ci fanno fare, tutto sommato, una
miglior figura del parlare – anche male, sì!
Per aiutarvi in questo intento, che alle volte è più
difficile del mettersi a tavolino e studiare a memoria declinazioni, paradigmi,
liste di vocaboli o quello che volete, ho compilato una lista di consigli caproni,
piccola quanto basta per potervela tenere a mente quando vi piglia la sudarella
e vorreste scappare lontanissimo, pur di evitare di dire due parole in croce. Non dimenticate che l'esercizio fa il maestro, e che sbagliando si impara, e soprattutto che non ci sono più le mezze stagioni.
1. La
produzione passiva di una lingua viene sempre prima di quella attiva. “Che
mi significa?”. Banalmente, significa che prima di essere in grado di “produrre” la lingua,
sarete in grado di capire quando gli altri parlano. Fateci caso, magari
ascoltate una notizia al telegiornale, o alla radio, e siete perfettamente in
grado di ripetere quello che hanno detto nella vostra lingua, ma cascasse il
cielo se ci riuscite in quella straniera. Ecco, il meccanismo è questo. Non buttatevi giù quindi, state solo seguendo lo sviluppo naturale dell’acquisizione
del linguaggio.
2. Voi, una
lingua che sapete perfettamente, ce l’avete già. Ricordatevi questa cosa
quando la confusione che vi regna in testa vi fa sentire l’ultima ruota del
carro in mezzo a un caos di suoni sconosciuti. Voi state imparando una SECONDA
(o anche terza, quarta ecc.) lingua, ergo avete una conoscenza in più rispetto
agli altri, quindi non permettete che la vostra attuale immaturità comunicativa
–che migliorerà certamente con il tempo - vi faccia sentire da meno.
3. Lasciate che l’interlocutore possa mettersi
nei vostri panni. Non siete soli là fuori, non dimenticatelo mai. Molto spesso, forse più di quanto non si pensi, anche il nostro interlocutore madrelingua potrebbe avere qualcosa da dire sull'apprendimento di un'altra lingua. In Germania ad esempio, è molto
diffusa l’abitudine di studiare le lingue straniere anche solo per passione,
come hobby, con corsi serali (io insegno italiano in una scuola di questo tipo).
Tantissime persone potrebbero perciò capire la difficoltà che fate voi
nell’esprimervi correttamente, e anzi condividere con voi le difficoltà che
loro stessi hanno avuto – una mia amica ad esempio si rammarica di avere una R
troppo tedesca per essere in grado di pronunciare bene lo spagnolo, oppure la
mamma di un amichetto della Maxi mi raccontava che quando venivano i suoi
parenti dal Canada, lei capiva ma non riusciva a dire una parola e ci restava
malissimo!
4. Esercitatevi
al telefono. So che la maggior parte delle persone è spaventata dal
telefono – e ci credo! Manca la comunicazione non verbale: il contesto, le
espressioni facciali, la gestualità… eppure si potrebbe sfruttare questo
“anonimato” a nostro vantaggio. Che ne sa chi siete, la persona dall’altra
parte dell'apparecchio? Non ci mettete la faccia, in senso stretto, potreste
tranquillamente incontrarvi per strada e lui/lei non saprà mai che siete voi
che chiamate sbagliando i verbi/le parole/la costruzione della frase…
approfittate allora per prendere appuntamenti, chiedere informazioni, farvi recapitare a domicilio, ordinare, prenotare
qualsiasi cosa! Se vi sentite insicuri, scrivetevi quello che volete chiedere e
leggetelo le prime volte, vedrete che presto non vi servirà più. E se non
capite? Chiedete cortesemente di ripetere (lo sapete che una delle primissime
cose da imparare nella nuova lingua è chiedere “mi scusi non ho capito, può
ripetere per favore?”, vero?).
5. … e
quando tutto il resto non funziona… se tutto questo ancora non vi aiuta,
cari miei, vi passo il consiglio dei consigli caproni, quello che da tempo immemore
viene tramandato di generazione in generazione in occasioni pregnanti come
esami, prove, test. Guardate bene il vostro interlocutore, mettete in moto la
vostra immaginazione e provate a pensarlo in queste vesti:
Forse, la cosa più sgradevole che
potrà capitarvi a questo punto, sarà di scoppiare a ridergli in faccia!
Sconsigliato durante i colloqui di lavoro!
Signori, si scherza! – o forse no? 😜
Buona insalata a tutti!

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RispondiEliminaMi fai morire! Complimenti davvero Vale,questo blog è fantastico
RispondiEliminaGrazie infinite cara, mi fa molto piacere il tuo apprezzamento! 😙
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