Ci sono scenari, quando si apprende una lingua, che parlano
di impegno profuso ma rilassato, che odorano di libri freschi di stampa, che
iniziano tutti con i saluti, e poi magari passano ai giorni della settimana, e
ai nomi delle professioni, inserendo il verbo essere e il verbo avere, ed il
verbo “chiamarsi”… così, in scioltezza.
Dimenticate questo scenario. Immaginate qualcosa di molto
più pulp, tipo che di botto vi trovate catapultati in un supermercato, dovete
fare spesa, e a parte le cose ovviamente riconoscibili non capite niente di
quello che avete davanti, e finite per comprare un coso che sembrava una
salsiccia e invece è una roba spalmabile al fegato orripilante (true story,
baby!).
Voglio rendere più morbido il vostro approccio rocambolesco,
conscia che non tutti riescono ad avvicinarsi ad una nuova lingua frequentando
con calma un corso, prendendo le misure, assimilando i suoni per buttarli fuori
solo quando serve; dei corsi, importantissimi, parleremo a tempo debito, ma ora
voglio offrirvi un piccolo prontuario d’emergenza per quelle situazioni in cui
ci si ritrova a dover capire e parlare una lingua che, letteralmente, si
ignora. Questo può essere valido per un espatrio quasi su due piedi, ma anche
per una piccola fuga vacanziera, quando si va a trovare qualcuno all’estero e
sarebbe molto impressionante ma poco utile saper dire “John Goodman è un
ingegnere aerospaziale” e non “ho mal di pancia” se vi vengono delle coliche
degne di essere ricordate.
Cosa serve sapere, all’inizio, subito subitissimo al più
presto?
I saluti
Tutti, sempre, perché la gentilezza e l’educazione
prescindono dall’attuale ignoranza (o non conoscenza, se preferite) della
lingua del posto.
Comunicazione
spicciola
- - Grazie
- - Prego
- - Per favore
- - Mi scusi, non parlo la lingua X
- - Può ripetere più lentamente, per favore?
Le indicazioni
stradali
Lo so, sono una bestia nera della comunicazione. Anche nella
nostra lingua, le chiediamo e sistematicamente non capiamo dove ci stanno per
mandare (speriamo non a quel paese!) e andiamo dalla parte opposta, e poi,
dovevamo girare a destra o a sinistra? Ma quanti sono 300 metri, abbiamo
camminato già un chilometro!!! Nonostante i navigatori abbiamo nettamente
migliorato la nostra vita in questo senso, possono sempre esistere deviazioni,
sensi alternati non ancora aggiornati, piante di città difficili, indicazioni
poco visibili sommerse in un mare di altri cartelli. Ricordo che nonostante le
perfette indicazioni scritte, in Giappone non riuscivo a trovare la mia scuola
– a Tokyo, gente, quasi 10.000.000 di persone per uno sproposito di palazzi,
capite il livello di difficoltà?! Poi c’ero davanti, ovvio, ma il palazzo era
altissimo e i cartelli infiniti, ci avrei impiegato mezza giornata a leggerli
tutti! Quindi animo, cerchiamo di imparare le indicazioni base della lingua che
ci occorre. Imparate anche a dire “mi sono perso, abito in via XX” così, nel
caso doveste perdervi, non vi manderanno girovagando per il vasto mondo.
I nomi dei servizi
principali
“Ospedale”, “comune”, “polizia”, “ambasciata”, ”consolato”,
“vigili del fuoco”. Perché, non lo sapete che in Germania dovete andare ad
iscrivervi alla Casa dei Ratti (Rathaus, "comune", che ovviamente non vuol dire
casa dei ratti!)? Figuracce ne abbiamo?
Salute
Stento ad immaginare emergenze più reali di quelle che
riguardano la salute; ovviamente nessuno si augura una malattia o un incidente,
ma anche se alcune avventure vengono affrontate con un pizzico di incoscienza, sarebbe
bene imparare al più presto almeno le seguenti espressioni:
- - Ho mal di… testa/pancia/dolori al petto (e simili)
- - Ho perso i sensi
- - Mi sono tagliato/bruciato
- - Sono stato aggredito
- - Chiamate un’ambulanza!
- - Non riesco a respirare
Mi raccomando, se prendete abitualmente farmaci, informatevi
di come si chiama il principio attivo nella lingua di arrivo per poterlo
richiedere in caso di bisogno e non rischiare di assumere una medicina per un'altra.
Stesso discorso se soffrite di qualche malattia cronica, o di allergie,
imparatene il nome per permettere ai sanitari di intervenire senza problemi in
caso di necessità.
Altro piccolo consiglio, di tipo non linguistico ma
culturale: informatevi prima su che tipo di assistenza sanitaria esista nel
paese dove andrete, e valutate se non sia il caso di fare un’assicurazione, l’assistenza
medica in alcuni paesi è a pagamento e anche salata.
Emergenze varie
- - Sono stato derubato
- - Chiami la polizia!
- - Ho bisogno di aiuto!
- - Ho perso i documenti
Cibo
Dato che mangiare ci serve, ed in moltissimi casi ci piace
pure, se ci troviamo in un paese straniero di cui non conosciamo ancora la
lingua, ma abbiamo necessità di fare spesa, ecco una piccola lista di frasi che
possono esserci utili senza perderci (troppo):
- - Quanto costa?
- - Posso pagare con la carta?
- - Dove si trova il pane/ il latte/ la carne/ il pesce/ il sale/ l’olio ecc.
- - Questo prodotto è senza lattosio/ frutta a guscio/glutine ecc.? Sono allergico.
Portatevi dietro una sportina
riutilizzabile e, oltre a dare una mano all’ambiente, nessuno vi chiederà se volete
acquistare una busta facendovi stare in cassa come stoccafissi perché non avete
capito la domanda.
Ricordare tutte queste cose, in una lingua che non si
conosce, vi sembra un’impresa da eroi? Prendetevi un po’ di tempo, ora o più
tardi, per leggere il link qui sotto, che parla di tecniche di memorizzazione –
a mio avviso, sempre utile anche in altri ambiti:
E ora che avete iniziato, buon proseguimento!
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