martedì 25 luglio 2017

Chi ben comincia… minicorso di sopravvivenza per mutismo selettivo (detto anche: di questa lingua non so un’acca!)

Ci sono scenari, quando si apprende una lingua, che parlano di impegno profuso ma rilassato, che odorano di libri freschi di stampa, che iniziano tutti con i saluti, e poi magari passano ai giorni della settimana, e ai nomi delle professioni, inserendo il verbo essere e il verbo avere, ed il verbo “chiamarsi”… così, in scioltezza.
Dimenticate questo scenario. Immaginate qualcosa di molto più pulp, tipo che di botto vi trovate catapultati in un supermercato, dovete fare spesa, e a parte le cose ovviamente riconoscibili non capite niente di quello che avete davanti, e finite per comprare un coso che sembrava una salsiccia e invece è una roba spalmabile al fegato orripilante (true story, baby!).
Voglio rendere più morbido il vostro approccio rocambolesco, conscia che non tutti riescono ad avvicinarsi ad una nuova lingua frequentando con calma un corso, prendendo le misure, assimilando i suoni per buttarli fuori solo quando serve; dei corsi, importantissimi, parleremo a tempo debito, ma ora voglio offrirvi un piccolo prontuario d’emergenza per quelle situazioni in cui ci si ritrova a dover capire e parlare una lingua che, letteralmente, si ignora. Questo può essere valido per un espatrio quasi su due piedi, ma anche per una piccola fuga vacanziera, quando si va a trovare qualcuno all’estero e sarebbe molto impressionante ma poco utile saper dire “John Goodman è un ingegnere aerospaziale” e non “ho mal di pancia” se vi vengono delle coliche degne di essere ricordate.

Cosa serve sapere, all’inizio, subito subitissimo al più presto?

I saluti
Tutti, sempre, perché la gentilezza e l’educazione prescindono dall’attuale ignoranza (o non conoscenza, se preferite) della lingua del posto.

Comunicazione spicciola
  • -          Grazie
  • -          Prego
  • -          Per favore
  • -          Mi scusi, non parlo la lingua X
  • -          Può ripetere più lentamente, per favore?


Le indicazioni stradali
Lo so, sono una bestia nera della comunicazione. Anche nella nostra lingua, le chiediamo e sistematicamente non capiamo dove ci stanno per mandare (speriamo non a quel paese!) e andiamo dalla parte opposta, e poi, dovevamo girare a destra o a sinistra? Ma quanti sono 300 metri, abbiamo camminato già un chilometro!!! Nonostante i navigatori abbiamo nettamente migliorato la nostra vita in questo senso, possono sempre esistere deviazioni, sensi alternati non ancora aggiornati, piante di città difficili, indicazioni poco visibili sommerse in un mare di altri cartelli. Ricordo che nonostante le perfette indicazioni scritte, in Giappone non riuscivo a trovare la mia scuola – a Tokyo, gente, quasi 10.000.000 di persone per uno sproposito di palazzi, capite il livello di difficoltà?! Poi c’ero davanti, ovvio, ma il palazzo era altissimo e i cartelli infiniti, ci avrei impiegato mezza giornata a leggerli tutti! Quindi animo, cerchiamo di imparare le indicazioni base della lingua che ci occorre. Imparate anche a dire “mi sono perso, abito in via XX” così, nel caso doveste perdervi, non vi manderanno girovagando per il vasto mondo.

I nomi dei servizi principali
“Ospedale”, “comune”, “polizia”, “ambasciata”, ”consolato”, “vigili del fuoco”. Perché, non lo sapete che in Germania dovete andare ad iscrivervi alla Casa dei Ratti (Rathaus, "comune", che ovviamente non vuol dire casa dei ratti!)? Figuracce ne abbiamo?

Salute
Stento ad immaginare emergenze più reali di quelle che riguardano la salute; ovviamente nessuno si augura una malattia o un incidente, ma anche se alcune avventure vengono affrontate con un pizzico di incoscienza, sarebbe bene imparare al più presto almeno le seguenti espressioni:
  • -          Ho mal di… testa/pancia/dolori al petto (e simili)
  • -          Ho perso i sensi
  • -          Mi sono tagliato/bruciato
  • -          Sono stato aggredito
  • -          Chiamate un’ambulanza!
  • -          Non riesco a respirare

Mi raccomando, se prendete abitualmente farmaci, informatevi di come si chiama il principio attivo nella lingua di arrivo per poterlo richiedere in caso di bisogno e non rischiare di assumere una medicina per un'altra. Stesso discorso se soffrite di qualche malattia cronica, o di allergie, imparatene il nome per permettere ai sanitari di intervenire senza problemi in caso di necessità.

Altro piccolo consiglio, di tipo non linguistico ma culturale: informatevi prima su che tipo di assistenza sanitaria esista nel paese dove andrete, e valutate se non sia il caso di fare un’assicurazione, l’assistenza medica in alcuni paesi è a pagamento e anche salata.

Emergenze varie
  • -          Sono stato derubato
  • -          Chiami la polizia!
  • -          Ho bisogno di aiuto!
  • -          Ho perso i documenti


Cibo
Dato che mangiare ci serve, ed in moltissimi casi ci piace pure, se ci troviamo in un paese straniero di cui non conosciamo ancora la lingua, ma abbiamo necessità di fare spesa, ecco una piccola lista di frasi che possono esserci utili senza perderci (troppo):
  • -          Quanto costa?
  • -          Posso pagare con la carta?
  • -          Dove si trova il pane/ il latte/ la carne/ il pesce/ il sale/ l’olio ecc.
  • -    Questo prodotto è senza lattosio/ frutta a guscio/glutine ecc.? Sono allergico.


    Portatevi dietro una sportina riutilizzabile e, oltre a dare una mano all’ambiente, nessuno vi chiederà se volete acquistare una busta facendovi stare in cassa come stoccafissi perché non avete capito la domanda.

Ricordare tutte queste cose, in una lingua che non si conosce, vi sembra un’impresa da eroi? Prendetevi un po’ di tempo, ora o più tardi, per leggere il link qui sotto, che parla di tecniche di memorizzazione – a mio avviso, sempre utile anche in altri ambiti:


E ora che avete iniziato, buon proseguimento!


Nessun commento:

Posta un commento