giovedì 5 ottobre 2017

"Il tempo è omosessuale oggi!" Sopravvivere alle inevitabili gaffe

Come da titolo, parliamo di gaffe. Chi è bilingue italiano-tedesco ha già capito, e se la starà ridendo sotto i baffi perché, e non provate a dire di no, questa figuraccia è capitata a TUTTI i poveri disgraziati che si siano avventurati sul suolo teutonico, e abbiano tentato di fare una banale conversazione sul tempo.
Fermo restando che imparare il tedesco non è un’avventura propriamente banale, questa mefistofelica lingua alle volte ha delle insidie davvero sottili. Uno cerca invano di mettere insieme una frase che non lo faccia apparire muto, ed ecco che in quel nanosecondo in cui devi connettere cervello e bocca, ti trovi davanti a due parole SIMILISSIME e quale scegli? Quella sbagliata. Eccerto.

Vi spiego di cosa parlo: in tedesco ci sono due parole estremamente simili, Schwü(che vuol dire “afoso, umido”) e Schwul (“omosessuale”). Anche dal punto di vista fonetico, le differenzia un’inezia: la U con la dieresi (i pallini sopra) si pronuncia come la U francese, l’altra come la U italiana. Ora, io sono sicura che non ci sarebbe così tanta ansia di confondersi, se non si temesse di fare una figuraccia storica, ma dato che l’ansia si sa, si nutre della carne che la ospita, ecco che alla scelta della parola quasi sicuramente cadremo su quella sbagliata. E mica solo una volta, no no! Beccheremo il nostro vicino che esce in mutande a buttare l’immondizia e lo delizieremo dicendogli “Il tempo è proprio omosessuale oggi!”. Poi rientreremo in casa, ci accorgeremo della figuraccia fatta, e daremo testate contro il muro. C’è da dire che i tedeschi o sono particolarmente gentili, o particolarmente rassegnati a questa uscita da parte degli stranieri, perché non si scompongono più di tanto, magari ti rispondono pure!

Non cospargetevi il capo di cenere, amici, e soprattutto non scoraggiatevi: ogni lingua tende delle insidie, che porta alla creazione di buffi ed involontari doppi sensi. “Sbagliando si impara” non è mai stato vero quanto adesso; mettetevi addosso un po’ di faccia tosta e buttatevi alle spalle ogni errore o figuraccia fatti sul percorso dell’apprendimento linguistico, ognuno di questi non è che una porzione della strada di conoscenza che state lastricando.


Ehm, forse “mal comune mezzo gaudio” non è la maniera più matura di vivere la cosa, ma vi voglio raccontare questo piccolo aneddoto di una ragazza conosciuta anni fa, che parlava un italiano di seconda generazione un po’ stentato e viveva all’estero, in un paese di madrelingua inglese. Si chiacchierava, si ascoltava musica e ad un certo punto lei con enfasi, riferendosi ad un pezzo passato in radio, dice:”Però, che belo questo cazzone!”. Ecco, ci è voluta veramente una vagonata di autocontrollo per non scoppiare a ridere e spiegarle la differenza tra “canzone” e “cazzone”! 😂😂😂


Siate pazienti e curiosi sempre, non vergognatevi mai, e buona insalata!

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