Oggi voglio condividere con voi un
breve aneddoto. Un aneddoto che riguarda come ho conosciuto un amico, invero in
maniera molto particolare, quando la Maxi (che potremmo definire, in questo
caso specifico, “la contessa”), al primo anno di asilo in Germania, torna a
casa dicendomi una cosa del genere: “Mama, du bist (tu sei) ein KAKKALAKKA!” La
mia reazione, con perfetto aplomb inglese, è stata “e mo che è sta roba?!” La
roba, o forse il robo, è questa:
![]() |
| Eccolo, il mio amico. Bellino, no? |
Ora, pare che indagando presso la Maxi, il fascino di questa
meravigliosa parola (che in realtà è Kakerlaken) risieda proprio in questa sua
omofonia con Kaka – no, non il giocatore di calcio, è esattamente l’altra cosa
che state pensando. Chiunque abbia a che fare con bambini in età da scuola
materna, sa quanto fascino esercitino su di loro queste parole “sporche” e “proibite”.
Uno scarafaggio cagone. Un caccascarafaggio. Sapete trovare qualcosa di meglio?
La cosa assurda però è un’altra: a me, nel sentire questa
parola, viene in mente questa canzone:
https://www.youtube.com/watch?v=kZzBd41NuZw
Apache Indian, chiedo venia ma niente, ormai questa è la
nostra canzone dello scarafaggio cagone. Stacce. Boom Kakkalakka a tutti!

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